Cambiare le parole è cambiare vita

16.04.2021

Parola > Pensiero > Azione

Le parole sono potere, le parole possono essere il nostro potere perché con le parole possiamo cambiare vite, salvare vite ed anche distruggere delle vite.

Questo ci dice il filosofo John Langshaw Austin; egli sostiene che il linguaggio è ben lontano da essere passivo e descrittivo della realtà, il linguaggio è attivo e generativo.

Attraverso le parole l'uomo infatti non solo descrive la realtà che lo circonda e la propria vita, ma crea la sua realtà e con essa il suo futuro perché le parole che noi scegliamo sono lo specchio della nostra interpretazione del mondo.

Ed è per questo che insegno comunicazione efficace: per portare il potere della parola all'interno delle aziende e aiutare sempre più persone a crearsi un futuro migliore, partendo da uno strumento democratico che abbiamo tutti: il linguaggio.

Caro lettore, non mi riferisco solo alle frasi celebri dei nostri eroi come Madre Teresa, Obama o Steve Jobs; mi riferisco soprattutto alle piccole parole di ogni giorno. 

Infatti, è proprio attraverso un uso consapevole delle parole che usiamo ogni giorno che possiamo ottenere effetti straordinari. Di fatto, se le parole che scegliamo per descrivere la realtà che ci circonda indicano quali occhiali abbiamo indossato per interpretarla e se le nostre azioni derivano da questa interpretazione, allora è facile intuire come proprio le parole quotidiane siano quelle che possono rivoluzionare il nostro presente. Cambiare la nostra vita.

Bando alle disquisizioni filosofiche, vi racconto 3 storie che dimostrano questa teoria meglio di 1.000 tomi.

Come una parola ha cambiato la vita di Anna

La prima storia è quella di Anna, un donnone dal passo fermo che già quando la vedi arrivare da lontano capisci che è una di quelle persone che tiene tutti a bacchetta. Anna aveva un grande sogno nel cassetto, quello di diventare ingegnere, la vita però l'ha portata ad essere prima la perfetta moglie, poi la perfetta madre ed infine la perfetta figlia di una mamma da accudire 24 ore su 24. Il sogno di Anna era ormai dimenticato quando ci siamo incontrate. Insieme abbiamo aperto quel cassetto e abbiamo ribattezzato il suo sogno con il nome di "Progetto".

Una volta rietichettato il suo sogno, è stato facile per Anna stabilire una serie di azioni come la laurea online e il corso di marketing per professionisti e far diventare quel sogno realtà. Oggi lei si occupa di certificazioni energetiche e il suo più grande dilemma è se accettare tutte le commesse che sta ricevendo all'inseguimento del bonus del 110%.

Per lei la vincita più grande rimane comunque quella di aver finalmente raggiunto un equilibrio tra vita privata e soddisfazione professionale.

Da una parola diversa, nascono pensieri diversi che portano ad azioni diverse.

Parola -> Pensiero -> Azione

Come due parole hanno cambiato la vita di Ilaria

La seconda storia è quella di Ilaria, occhi azzurri aguzzi come lance che ti scrutano da dietro gli occhiali. Una precisina con la puzza sotto il naso.

Eppure, lei era anche una dipendente vessata e quando mi chiama, con il cuore in mano mi racconta: "Non sono buona a nulla, il nuovo capo mi rinfaccia sempre quanto sia lenta e stupida. Non sarà mai più come prima, la mia vita andrà a rotoli, a dire il vero mi sento sull'orlo di una crisi di nervi".

Ilaria e io insieme abbiamo abolito le parole mai e sempre dal vocabolario e così che Ilaria ha ridisegnato la sua realtà in ufficio riaffermando che la situazione con il nuovo capo oggi è difficile. 

A partire da questa ridefinizione, da questo nuovo punto di vista, Ilaria è riuscita a vedere la situazione come qualcosa di temporaneo invece che di immutabile e ha focalizzato i punti di forza, quelli di debolezza, i rischi e le opportunità della nuova situazione lavorativa, decidendo quindi autonomamente di avviare un percorso di evoluzione professionale. Oggi la sua vita è decisamente più serena.

Ancora una volta Parola - Pensiero e Azione

Come la parola "fallimento" ha impattato nella vita di Giuseppe

La terza, e ultima, storia è quella di Giuseppe, un uomo di 54 anni al capolinea. Giuseppe l'anno scorso chiude l'azienda, arriva da me per caso e sceglie delle parole che purtroppo sento spesso.

"Cara Francesca, a 54 anni sono bello che fallito, a mala pena riuscirò a vivere dignitosamente se vendo la casa".

Caro lettore, hai mai solo provato a pensare quanto possa essere brutto vendere la casa di una vita?

Con Giuseppe abbiamo lavorato sulla dicotomia "Errore - Fallimento", l'errore è una parte del processo di evoluzione di una persona o di una azienda, mentre il fallimento ha un sapore triste che non porta a nulla, soprattutto non porta a vedere l'opportunità nella crisi.

Grazie a questa nuova consapevolezza, Giuseppe si è scrollato di dosso quel senso di impotenza e ha individuato alcuni fattori che se presi in considerazione per tempo gli avrebbero permesso di galleggiare durante la crisi. Uno tra tanti l'innovazione. 

Ha così iniziato a fare dei percorsi per ri-allenare il pensiero creativo (corsi di pittura e di ceramica ma anche dei semplici Sudoku) e oggi ha una piccola attività, ha inventato infatti un servizio che prima della crisi Covid non poteva neanche essere immaginato.

Ancora una volta Parola - Pensiero e Azione

Il potere delle parole piccole

Queste 3 brevi storie ci confermano che non bisogna attendere di incontrare un eroe per lasciarci ispirare a cambiare vita; di fatti sono le piccole ordinarie parole di ogni giorno che possono rendere la nostra vita e quella dei nostri cari straordinaria.

Progetto invece che sogno, oggi invece che mai o per sempre, errore invece che fallimento.

Caro amico dietro lo schermo, adesso che anche tu conosci il potere delle piccole parole, quale sarà il tuo prossimo atto linguistico domani per creare un futuro migliore?

Car* amante della parola, quella che hai appena letto è la traccia del discorso che ho presentato ai campionati nazionali di oratoria; discorso con il quale mi sono aggiudicata il terzo posto. E più di tutto ho avuto la soddisfazione di ricevere tanti "grazie" perché un piccolo cambio di prospettiva ha illuminato la vita di tante persone.

Foto di Paola Perina