La magia dentro il laboratorio

05.09.2017

Il momento della creazione artistica, per me, è l'attimo in cui i miei bagagli visivo, uditivo ed emotivo confluiscono in un'intuizione tesa a comunicare un messaggio. L'intuzione ed anche l'ispirazione non sono divine, dobbiamo nutrire il nostro immaginifico per alimentarle. 

Vedere un film, una mostra, leggere un libro, andare ad un concerto, passeggiare in montagna, nuotare ... insomma dobbiamo camminare su questo mondo con gli occhi ed il cuore aperto per riempire i cassetti della nostra fantasia. Ma la vera magia, per me, è nella retroattività di questo processo, infatti la produzione artistica non è la trasposizione sterile di quanto abbiamo immaginato ma la soluzione, il compromesso tra la nostra idea e quello che il mondo nella sua fisicità ci consente. Io adoro questo compromesso, questo limite perchè è in questo limite che l'uomo può esprimere il suo genio... o può raggiungerlo. 

Il mondo reale ponendo dei limiti fisici a quello che era nella nostra fantasia la stimola sfidandola. L'arte diventa quindi una fonte cui pescare per sviluppare idee e progetti perchè durante la produzione artistica coltiviamo l'abitudine di cercare nuove possibilità e nuovi punti di vista.

Ho ideato il laboratorio di punta secca, focalizzato sull'allenamento del pensiero laterale, astraendo ed estraendo dalla mia esperienza di incisore quelle "ripetizioni virtuose" che mi hanno sfidato e messo alla prova, ma che mi hanno anche dato quella pace, lucidità e soddisfazione che solo un'attività manuale può darci. 

Aumentare la qualità delle persone significa aumentare la qualità del lavoro

Nel progettarlo ho focalizzato su tre necessità che il corso dovesse soddisfare: abbattere lo stress che in città come quella in cui vivo io (Milano) non manca, allenare il cambio di prospettiva che in ambienti altamente sfidanti è ormai vitale e sopratutto che rispettasse il filo conduttore di tutti i miei corsi, ossia che il fruitore fosse l'unico protagonista, ingaggiato con tutti i suoi sensi.

Mi piace che la reazione che vedo più spesso davanti ad una stampa finita sia sgranare gli occhi, forse perchè è magia!